Fin da piccolo frequenta l’ambiente artistico di Grisgnana (Croazia) dove ogni estate si incontrano musicisti e artisti di rilievo in tutta Europa. Contemporaneamente, all’età di otto anni, sceglie come primo strumento il violino alla Scuola di musica di Fiume. Dopo quattro anni entra nell’orchestra della Scuola con la quale esegue vari concerti e ne consegue il diploma nel 1980. Negli stessi anni entra nella compagnia teatrale del Teatro della Gioventù di Fiume, e dal 1978 al 1980 recita nello spettacolo teatrale “Robinson Crusoe” nel ruolo di “Venerdì”. Durante le Scuole superiori continua a fare parte della stessa compagnia in qualità di organizzatore e assistente alla regia, scrive poesie e canzoni per un gruppo rock, apprende nozioni di pianoforte e comincia a suonare la chitarra. Contemporaneamente fa parte della squadra di pallacanestro e tennis da tavolo della scuola.
Compiuto il servizio di leva nel 1985, si mantiene lavorando come operaio in fabbrica, abbandona la musica e si dedica alla fotografia e alla scrittura. In quel periodo nascono le sue prime opere: due romanzi, “Perché alla gente non piace la pioggia” (1985) e “Il tempo smarrito” (1986) e una raccolta di racconti per bambini “Le piccole storie” (1987).
Nel 1987 si trasferisce a Zagabria, presentandosi agli esami di ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica (sezione montaggio cinematografico) e all’Università Grafica. Viene accettato in entrambe le Scuole che successivamente, nel 1991, sarà costretto a interrompere, senza riuscire a portare a termine i suoi studi, a causa di eventi bellici. E’ il periodo in cui cominciano i primi approcci con l’arte teatrale e cinematografica: frequenta i corsi di biomeccanica teatrale, organizza eventi nel campo artistico, lavora come designer grafico e scrive vari soggetti, treatment e sceneggiature cinematografici. Nascono i suoi primi testi teatrali: Come diventare dio I (1988), Come diventare dio II (1989) e Caos prima della formazione (1990).
Arrivato in Italia trova i suoi primi alloggi a Cervignano di Friuli in provincia di Udine. Si fa portavoce per i diritti dei profughi, dando vita a una lunga battaglia attraverso gli articoli sui giornali. Avvia e organizza i corsi scolastici per i ragazzi sfollati dalla ex Iugoslavia con i quali, insieme ai giovani del posto, nel dicembre del 1991, dirige lo spettacolo Natale 91, mettendo a confronto la fuga di Gesù nel deserto con quella dei profughi della guerra in atto. Negli anni successivi, mantenendosi lavorando come tipografo, continuerà la sua lotta per sollecitare l’opinione pubblica sui problemi dei profughi della ex Iugoslavia, facendo conferenze in varie città d’Italia su richiesta di associazioni pacifiste, nonché della Caritas Italiana. Come espressione di questo impegno sociale nasce il suo secondo lavoro, Bambini in guerra /atto senza parole/ (1992), in cui duramente riporta la realtà “dalla porta accanto” dietro la quale, quotidianamente, anche i bambini rimangono vittime di una guerra senza quartiere. Contemporaneamente comincia a collaborare con il Liceo scientifico “Albert Einstein” di Cervignano del Friuli, che darà vita alla messa in scena al primo testo in lingua italiana I tempi dei sorrisi (1993), con il quale arriva al secondo posto alla Rassegna teatrale, e in cui tratta il difficile rapporto genitori-figli. L’anno successivo, sempre con gli allievi del LIceo realizza I soli (1994), una trasposizione teatrale del celebre romanzo “Il piccolo principe”. Parallelamente crea il suo gruppo teatrale indipendente “Bianco Dritto” con il quale partecipa alla stessa Rassegna fuori concorso con lo spettacolo Multorum te oculi speculabuntur (1994) che mette in discussione i valori religiosi e stereotipati dell’uomo e cerca l’espressione di quel “clown che è in ognuno di noi”.
Lo stesso anno si trasferisce a Roma, continuando a tenere in vita il gruppo che nel 1995 presenterà il suo nuovo lavoro, I superstiti nel quale mette a confronto l’arte di recitare in scena e la finzione di vivere la vita quotidiana. Sarà lo stesso spettacolo (in parte modificato), nel 1996, a segnare il suo esordio sulla scena romana.
Nonostante la difficile situazione economica e sociale dovuta al trasferimento nella capitale, riesce ad organizzare un laboratorio teatrale con regolare frequenza trisettimanale, basando l’insegnamento sulle basi del teatro dell’Est (prendendo come punto di riferimento le basi poste dal regista russo Petr Ersov), biomeccanica e training fisico ereditato dalle esperienze e studi fatti in Croazia. Instaura una collaborazione con l’Istituto tecnico “Luigi Einaudi” di Roma dalla quale nasce la messa in scena de La cantarice calva (1997) di E. Ionesco. Consapevole di una ancora troppo teorica conoscenza del metodo Stanislavskij/Strasberg, si iscrive all’Acting Training Studio, scuola per attori e registi condotta da Beatrice Bracco, che frequenta dal 1995 al 1997.
Dal 1997 al 1999, periodo in cui lavora come tecnico luci e suono per la compagnia stabile del Teatro dei Cocci, scrive e dirige La conquista dello spazio (altrui) (1997), una parodia grottesca sullo sterminio degli Indiani in America, Crepuscolo (1997), spettacolo in cui una giovane coppia appena sposata, cerca un futuro migliore per i propri figli, e Antelux (1998) sull’annientamento dell’individuo dalla parte delle istituzioni, nei quali continua la sua ricerca verso un teatro basato sul principio di “dinamiche interattive”, termine coniato dall’autore stesso per sottolineare la fondamentale importanza dei rapporti che si instaurano fra i personaggi in scena. Dirige per la seconda volta La cantatrice calva di E. Ionesco abbinandola a La lezione dello stesso autore, in un’unica messa in scena e interpretate in chiave di James Bond. Ne esce una forte satira verso l’indifferenza e l’appiattimento delle masse davanti agli schermi televisivi dove “quando i morti non si contano più, non contano più”. La lezione, in una versione modificata, sarà rappresentata anche alla rassegna “Notti per Anja” organizzata dal Teatro di Roma a favore del popolo serbo colpito dai bombardamenti, all’apertura del “Festival Internazionale del canto gregoriano” per essere, infine, inserita, insieme alla prima elaborazione della favola di Cenerentola, nello spettacolo Padre Padrone (1999). Nello stesso anno partecipa al seminario di Mario Martone essendo uno dei 40 su 220 registi selezionati e gira Gocce, il suo primo cortometraggio.
Nel 2000 scrive e dirige Il processo a Franz Kafka, ispirato dal famoso romanzo, e con il quale definitivamente matura il suo lavoro sulle “dinamiche interattive” mettendo contemporaneamente in scena per l’intera durata dello spettacolo 24 attori e 4 musicisti disponendoli in una struttura scenografica su tre piani. Seguono spettacoli fortemente segnati dalla sperimentazione: Pericolo di morte (2002) ambientato in una stazione radio in un imminente guerra civile, Maria di Carmela /da ‘Mamma’/ (2003) di A. Ruccello rappresentato alla Rassegna della Fondazione Napoletano, Jacques (2003) tratto da due drammi di E. Ionesco, ritornando nuovamente sulla problematica della famiglia che sarà il tema principale anche di Pata-pata (2003) presentato al festival “Espressioni” al Teatro dei Servi a Roma.
La nuova stagione inizia con la messa in scena di Cenerentola (2003), una rivisitazione della omonima favola soffermandosi sulle molestie, fisiche e sessuali, all’interno delle mura domestiche, e la collaborazione con lo Studio Internazionale dell’Attore “Permis de Conduire” dove gli viene conferito l’incarico di vicedirettore e assegnata la cattedra di “Biomeccanica” che, successivamente, rinominerà in “Tecniche dell'Attore”. Per la stessa scuola conduce la materia “Lavoro sul personaggio”, organizza diversi seminari che riscuotono un notevole successo e porta in scena Clownerie (2004), spettacolo ambientato nel nascondiglio di un’organizzazione terroristica durante il sequestro di un ostaggio.
Nel frattempo continua a studiare e approfondire le problematiche dell’attore applicando, negli ultimi anni, al suo lavoro da insegnante, gli studi di W. Reich, A. Lowen e D. Morris. Amplifica la ricerca sul sistema di dinamiche interattive concentrandosi ulteriormente sulle problematiche riguardanti il rapporto corpo-voce-emozione, senza diminuire l’importanza di una solida preparazione tecnica e del traning fisico dell’attore che sono da sempre le basi del suo programma didattico. Abituato a mettersi in gioco in prima persona e sperimentare anche su se stesso, in Spectaculum (2005), oltre a quelli di drammaturgo e regista ha indossato anche i panni dell’attore.
Successivamente lascia il posto di docente e fonda Centro Formazione Attori per dar vita a un insegnamento di recitazione moderno e dinamico, lontano dai canoni accademici, basato sulle leggi della natura, integrità personale di ogni individuo e le relazioni con il mondo circostante. E' da questa nuova realtà che nascerà, nel 2007, L'eredità, un breve film di 22 minuti in cui si esaminano relazioni tra cinque fratelli dai quali escono alla luce dei segreti sempre più inquietanti in seguito alla morte improvvisa di entrambi i genitori e, nel 2008, la seconda messa in scena di Pericolo di morte.